Ravello, il paese della quiete, dell’arte e della musica

Ravello è incastonata al centro della Costiera amalfitana. Le sue stradine e il centro storico sono Patrimonio dell’Umanità – UNESCO – insieme all’intera Costiera che è percorsa dalla SS 163: una delle strade più suggestive del mondo. Ogni angolo  è  una  scoperta affascinante.
Ravello sorge a  365 metri a strapiombo sul mar Tirreno e sul Golfo di Salerno, proprio sopra Maiori e Minori, in un paesaggio mozzafiato per la bellezza della costa e i colori profondi e inquieti del mare.

Ravello

In bilico tra mare e cielo.

Basta anche un clic su internet per rimanere affascinati dalla bellezza dei luoghi.
Visitarli vuol dire rimanerne estasiati.
Viverci vuol dire non abituarsi mai a tanta bellezza.

Ravello ospita il “Festival della musica”, rassegna di rilievo internazionale, e si è guadagnata l’appellativo di “Città della musica”. Come vedremo, nel corso del tempo, vi sono convenuti intellettuali e artisti da tutto il mondo, attratti dalla  bellezza e dalla quiete dei luoghi.
Ravello città della musica
[bsf-info-box icon_size=”32″ title=”Ravello”]Festival della Musica[/bsf-info-box]

Ville e ospiti illustri a Ravello

Famose le sue ville: Villa Rufolo e Villa Cimbrone da cui si gode un panorama delizioso; con opere d’arte e giardini stile ottocento romantico.

Villa Rufolo è la location del festival della musica, con il palco a picco sul mare; una piattaforma che fa da cornice ed ha come sfondo il paesaggio. Di sera,  c’è anche la luna che fa capolino e viene ad assistere ai concerti. Così il sole al tramonto e all’alba. Villa Rufolo, costruita in età medievale, consta di vari ambienti: l’edificio vero e proprio (XIII secolo), il viale alberato d’ingresso, le due torri, i giardini, la cappella, il cortile moresco, un  insieme di edifici del 1200-1300, in seguito rimaneggiati, che richiamano al mondo arabo. La famiglia Rufolo ostentava la propria ricchezza: erano banchieri, oggi diremo usurari, che prestavano i soldi  con interesse anche al sovrano, ricavando da questi una serie di titoli e onorificenze. Ospite della villa fu anche Richard Wagner che qui trasse ispirazione per le sue opere.

Hotel Villa Cimbrone Ravello
[bsf-info-box icon_size=”32″ title=”Villa Cimbrone”]Veduta dall’alto di Villa Cimbrone, villa patrizia del XII secolo.[/bsf-info-box]

A Villa Cimbrone il belvedere più bello del mondo: i fiori e i busti del loggiato contemplano immobili l’infinito, d’infinita bellezza. Gore Vidal (1925-2012)  disse che “Il panorama più bello del mondo si rinviene a Villa Cimbrone in un luminoso giorno d’inverno, quando il cielo ed il mare sono così vividamente azzurri che non è possibile distinguerli l’uno dall’altro”. Ristrutturata, lo scorso secolo, la villa era luogo di ritrovo di intellettuali. Si racconta che qui D.H. Lawrence si sia ispirato per il suo  libro ”gli amanti di Lady  Catterley”.

“I giardini e il belvedere di Villa Cimbrone sono aperti al pubblico e ci raccontano la magia di questo angolo di terra e di mare. Qui  ritroviamo una villa patrizia del XII secolo  che ospita l’Hotel Villa Cimbrone, un meraviglioso albergo a cinque stelle”.

Le sue stanze, i suoi saloni, le sue finestre si immergono in tanta bellezza. Tutto questo non si può comprendere ne descrivere se non ci si ferma a guardare la grazia della costa che avvolge e contiene il mare sconfinato. “Un paesaggio che abbraccia la fantasia e diventa… poesia“.

Belvedere Villa Cimbrone Ravello
[bsf-info-box icon_size=”32″ title=”Villa Cimbrone”]I giardini e il belvedere di Villa Cimbrone a Ravello[/bsf-info-box]

Villa La Rondinaia, detta così in quanto è aggrappata alla roccia dello sperone del Cimbrone come un nido di rondine  abitata  per molto tempo dallo stesso scrittore Gore Vidal.

Villa Episcopio, risalente all’XI secolo, fu sede vescovile.  Fu il  luogo in cui avvenne il passaggio della luogotenenza da Vittorio Emanuele III al figlio Umberto.

Già il Boccaccio (1313-1375) venne affascinato da questa terra tanto da decantarla nel Decamerone.   Seconda Giornata, Quarta Novella: “Credesi che la marina da Reggio a Gaeta sia quasi la più dilettevole parte d’ltalia; nella quale assai presso a Salerno e una costa sopra ’l mare riguardante, la quale gli abitanti chiamano la costa d’Amalfi, piena di picciole città, di giardini e di fontane, e d’uomini ricchi e procaccianti in atto di mercatantia sì come alcuni altri. Tra le quali città dette n’è una chiamata Ravello, nella quale, come che oggi v’abbia di ricchi uomini, ve n’ebbe già uno il quale fu ricchissimo, chiamato Landolfo Rufolo…”.

Tra i personaggi illustri che scelsero Ravello come posto tranquillo per soggiornarvi, ricordiamo: Andrè Gide, Edward Norgan Forster, Greta Garbo, Federico Fellini, Jacqueline Kennedy, Gore Vidal , Totò, Humphrey Bogart, Gina Lollobrigida,  Edvard Grieg, John Ruskin, Joan Mirò,  Virginia Woolf, Paul Valery, Graham Greene, Tennessee Williams, Rafael Alberti,  Humphrey Bogart, Paul Newman, Peter O’Toole, Robert De Niro, John Fitzgerald Kennedy e molti altri. Tutti rimasero incantati da Ravello.

Si può dire che tanto mondana e modaiola la vicina Positano, tanto è schiva e riservata  la nostra Ravello.

Duomo di Ravello
[bsf-info-box icon_size=”32″ title=”Duomo di Ravello”][/bsf-info-box]

Cenni di storia

La nascita della città si fa risalire tra il IV e il VI secolo d. C. come si evince dai reperti ritrovati. I primi abitanti si insediarono in questi luoghi impervi per sfuggire alle incursioni dei barbari. Le prime informazioni certe su Ravello risalgono al IX secolo, quando entrò a far parte della Repubblica Marinara di Amalfi. I commerci con l’Oriente e la Sicilia produssero grande ricchezza. Vi contribuirono le famiglie nobili come i Rufolo.

Seguì un periodo di decadenza per lo spostamento delle famiglie facoltose verso Napoli ed altri luoghi. La rinascita civile, economica e culturale di Ravello si ha nel XIX secolo grazie ai viaggiatori e agli artisti stranieri che la decantarono in tutto il mondo per le sue bellezze.

Degno di nota il Duomo dell’XI secolo che sovrasta la piazza e custodisce l’ampolla del Santo protettore, San Pantaleone, che si liquefa ogni anno nella ricorrenza del 27 luglio del martirio del Santo.
Molteplici i palazzi e le chiese d’arte e i suoi “Vicoli d’Autore”, tutti da scoprire.

Insomma a Ravello troviamo  un trinomio perfetto: paesaggio, arte, cultura.
Il creato in tutto il suo splendore.
Fermiamoci in silenzio a godere questa miscela esplosiva.
Vicoli di Ravello
[bsf-info-box icon_size=”32″ title=”I Vicoli di Ravello”]Riconosciuti patrimonio dell’umanità – UNESCO[/bsf-info-box]

Un’esperienza da ricordare nella Penisola Sorrentina

Ravello, la Costiera Amalfitana, la Penisola Sorrentina…

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Per contatti: Nino 334.11.61.642Giovanni 339.31.49.260

Sito Web: http://www.sorrentohiking.com

Ravello Turismo

Questo articolo è stato scritto da Giuseppe Aprea.
Avvocato civilista di Napoli, ama scrivere di turismo, usi e costume, tradizione e cultura.

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Villa “La Piccolissima”

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